Calcolo illuminotecnico: cosa serve, come si fa e come si legge

Aggiornata il 28 ottobre 2026 · 7 minuti di lettura

Cos'è un calcolo illuminotecnico, quali dati servono (pianta, riflessioni, fotometrie, fattore di manutenzione), come leggere falsi colori, isolux e uniformità, e come verificare la luce naturale con il fattore medio di luce diurna.

Il calcolo illuminotecnico prevede quanta luce arriverà sulle superfici di una stanza prima di installare gli apparecchi. Serve a dimensionare l'impianto, a verificare i requisiti nei luoghi di lavoro e a mostrare al cliente il risultato con numeri e immagini invece che a parole.

I dati che servono

  1. La geometria: pianta della stanza, altezza, porte e finestre. Di solito si parte dal DWG dell'architetto.
  2. Le riflessioni delle superfici: soffitto bianco circa 0,7–0,8, pareti chiare 0,5–0,7, pavimento 0,2–0,4.
  3. Gli apparecchi con le loro fotometrie: file IES o EULUMDAT (.ldt) del produttore, o archivi GLDF che contengono anche geometria e dati di prodotto.
  4. Il piano di calcolo: 0,75–0,85 m per le scrivanie e i tavoli, il pavimento per corridoi e vie di esodo.
  5. Il fattore di manutenzione, che tiene conto del calo di flusso e dello sporco nel tempo.

Luce diretta e riflessa

La luce diretta arriva dagli apparecchi seguendo la loro curva fotometrica. Quella riflessa rimbalza su pareti, soffitto e pavimento: in una stanza chiara può valere un terzo o più del totale. I programmi di calcolo seri la stimano con il metodo della radiosità, dividendo le superfici in piccoli elementi che si scambiano luce.

Come si leggono i risultati

  • Falsi colori: la pianta colorata dal blu (poca luce) al giallo e bianco (molta).
  • Isolux: le linee che uniscono i punti con lo stesso illuminamento, come le curve di livello di una carta.
  • Ēm, minimo, massimo: illuminamento medio, minimo e massimo sul piano.
  • U0: uniformità, il minimo diviso la media.
  • Potenza specifica: watt installati per metro quadrato, utile per confrontare soluzioni.

E la luce naturale?

Per le abitazioni i regolamenti edilizi chiedono di solito un fattore medio di luce diurna (FmLD) di almeno il 2% e una superficie finestrata apribile di almeno un ottavo del pavimento. Il fattore si calcola con la formula della Circolare del Ministero dei Lavori Pubblici n. 3151 del 1967, che tiene conto della superficie vetrata, della trasmissione del vetro, delle ostruzioni esterne, dello spessore del muro e delle riflessioni interne. Le regole precise dipendono dal regolamento edilizio del Comune.

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