Illuminazione della cucina: piano di lavoro, isola e tavolo
Aggiornata il 28 ottobre 2026 · 5 minuti di lettura
Come illuminare la cucina: quanti lux sul piano di lavoro, dove mettere i faretti per non fare ombra, luce sotto i pensili, sospensioni sull'isola e sul tavolo, temperatura di colore e resa cromatica.
In cucina si taglia, si cuoce e si controlla il colore dei cibi. È l'ambiente della casa dove la luce di compito conta di più e dove gli errori si notano subito: basta un faretto alle spalle di chi lavora per proiettare la sua ombra proprio sul tagliere.
Il piano di lavoro prima di tutto
Sul piano servono indicativamente 500 lux. Il modo più efficace per ottenerli senza ombre è la luce sotto i pensili: profili LED vicini al bordo anteriore, con un'ottica che diffonde verso la parete. Dove non ci sono pensili, gli incassi a soffitto vanno sopra il bordo del piano, non al centro della stanza, così la luce arriva davanti a chi lavora.
Isola e tavolo
Sull'isola una o più sospensioni a 65–80 cm dal piano danno luce di compito e definiscono lo spazio. Sopra il tavolo bastano 200–300 lux, con una sospensione centrata sul tavolo (non sulla stanza) e una luce che non abbagli chi è seduto.
Luce generale e d'accento
- Generale: 200–300 lux distribuiti, con incassi o una linea a soffitto.
- Accento: interno delle vetrine, mensole, paraschizzi in materiale naturale.
- Notte: una luce bassa e calda, per esempio lo zoccolo dei mobili, utile anche come segnapasso.
Colore della luce
Una resa cromatica alta (CRI 90 o più) fa vedere i cibi con i loro colori. Sulla temperatura di colore si sceglie in base al resto della casa: 3000 K è il compromesso più comune; 3500–4000 K solo se la cucina è un ambiente di lavoro separato.